3 Insegnamenti Di Vita Di Cui Ogni Bambino È Maestro

Forse saprai che (tra le altre cose) in questa mia vita ho avuto la fortuna di essere scelta come mamma da due meravigliose creature, i miei figli Tommaso e Isabella.

Non parlo spesso di loro perchè non amo mescolare la vita professionale con quella privata, ma di tanto in tanto anche al coach che è in me capita di nominarli o trarli a esempio per qualche situazione che ho vissuto e da cui ne ho ricavato ispirazione per la mia quotidianità.

Onestamente quando ero ragazzina avevo programmi ben diversi rispetto a quelli che nel tempo ho realizzato, e alla mia età immaginavo avrei vissuto da Manager single in un loft di Manhattan piuttosto che da Life coach e mamma in una casa vista lago di Garda.

Chiaramente la realtà ha superato anche le più remote delle mie aspettative, e col senno di poi non posso fare a meno di benedire i giri misteriosi (quanto meravigliosi) che la Vita ha fatto attorno alla mia esistenza.

Se oggi lavoro alla manifestazione e sviluppo dell’eccellenza nelle persone devo sicuramente dire grazie agli studi che ho fatto, alle difficoltà che ho vissuto ed alle esperienze che ho maturato (maternità in primis).

Molte sono le cose che quei due marmocchi ormai ragazzini (15 e 12 anni) mi hanno insegnato, ed il mio intento ora è precisamente condividere con te almeno 3 insegnamenti di cui ogni bambino è abile maestro.

#1. Continua a Sognare

Al di là del fatto che i miei figli dormano sempre bene (e anche su questo aspetto…come dire, parliamone!) una cosa che mi affascina di ogni bambino è la capacità di osservare il mondo con occhi sempre pieni di stupore, meraviglia, sogni e progetti.

Sicuramente sarà capitato anche a te un tempo di aver incontrato qualcuno che ti abbia rimproverato di essere troppo ottimista e poco realista, troppo idealista e poco concreto.

Ma cosa sarebbe la vita se non esistessero i sogni?

Che posto mai sarebbe il mondo se non osassimo immaginare oltre i confini della logica e razionalità?

Nelson Mandela aveva un sogno: poter vedere un giorno bianchi e neri convivere in armonia.

Ludwing Van Beethoven aveva un sogno: continuare a comporre opere indimenticabili malgrado a 30 anni fosse completamente sordo.

Thomas Edison aveva un sogno: offrire al mondo un’invenzione che avrebbe cambiato il corso delle abitudini (e della storia).

Forse sognare potrà essere pericoloso, ma ricorda che non sognare è sicuramente mortale.

I sogni sono illustrazioni dal libro che la tua anima sta scrivendo su di te.
(Alan Drew)

#2. Concediti di Sbagliare

Come fanno tutti i bambini di questo mondo ad imparare quello che sanno fare (come per es. camminare, parlare, andare in bicicletta, mangiare, etc.)?

Chiaramente provando e sbagliando in continuazione (o per lo meno fino a quando non hanno acquisito l’abilità richiesta).

E cosa rende loro così sfacciatamente liberi di rischiare e fallire? Il desiderio di imparare e la certezza di farcela.

Discorso differente per noi adulti, che dall’alto della nostra “lungimiranza” abbiamo pensato bene di sostituire il desiderio con la paura (paura di essere dei falliti tutte le volte che falliamo) e la certezza con il dubbio (“inutile che provi…tanto non ce la farò mai“).

Sbagliare, errare (come suggerisce quest’ultima parola) altro non è che viaggiare alla scoperta delle proprie capacità e potenzialità.

Se non ti offri la possibilità di fallire ti privi anche dell’opportunità di riuscire. Chiaramente non sei perfetto, ma immagino che questo tu già lo sappia non è vero?

Dunque fallisci ancora…che prima o poi sicuramente fallirai meglio! e tutte le volte che una vocina dentro di te si fa strada chiedendo “perchè mai proprio tu dovresti farcela?“, rispondile a tono rivolgendole questa domanda: “perchè mai proprio io NON dovrei farcela?!“.

Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio.
(Samuel Beckett)

#3. Ridi

Quand’è stata l’ultima volta che ti sei concesso una risata profonda…di quelle che ti stringono i muscoli dell’addome e ti fanno persino trattenere il fiato?

Se osservo i miei figli basta addirittura un fumetto per scatenare questo genere di situazione, e non passa giorno che non li senta almeno una volta ridere a crepapelle e in maniera contagiosa.

Non serve chissà cosa per essere felici e di buon umore; basta prima di tutto desiderarlo, comprendendo che ogni minuto di rabbia, collera o tensione sono sessanta secondi sprecati di felicità e benessere.

E credimi, puoi anche ridere senza alcun motivo traendo magari ispirazione dai principi dello Yoga della risata (a questo sito trovi interessanti approfondimenti).

Tutte le volte che ridi riduci lo stress, ri-energizzi corpo e mente, sviluppi un antidolorifico naturale, riduci il rischio di malattie al cuore…e diventi una persona più attraente (:-D).

Inizia portando gli angoli della bocca verso l’alto, e se hai bisogno di un pò di ispirazione per rompere il ghiaccio dai subito un’occhiata al video più sotto!

Il sorriso dura un istante.
Il suo ricordo può durare tutta la vita.
(Proverbio cinese)

Grazie per aver letto il mio post!

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Ogni bene per te, Daria

Posted by

Life Coach, Trainer

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